Approvato il pacchetto Bersani, che
abolisce i costi fissi di ricarica, si aprono nuovi scenari
per le politiche di pricing degli operatori telefonici
italiani.
E’ vero che i costi di
ricarica erano invisi alla stragrande maggioranza
dell’opinione pubblica italiana, ma
è verosimile immaginare che i
gestori dovranno studiare delle contromosse per recuperare i
mancati introiti.
Ma se per Telecom il
danno è consistente, per gli altri operatori, sul cui
fatturato il costo di ricarica incide in misura maggiore, la
questione si fa decisamente seria.
Il rischio è che una
parte dei mancati introiti venga recuperata con un aumento
delle tariffe. Da una recente indagine Agcom, infatti, risulta
che il prezzo delle telefonate in Italia è inferiore alla
media europea, se si escludono i costi di ricarica, appunto,
ma questa situazione non sembra destinata a perdurare a lungo.
Altroconsumo:
inchiesta telefonia mobile.
Tutti bocciati in comunicazione e trasparenza
Bocciati in comunicazione e trasparenza i
gestori e i rivenditori di telefonia mobile. E’ questo
quanto emerge dall’inchiesta condotta da Altroconsumo,
associazione indipendente di consumatori, sui quattro
gestori di telefonia mobile attivi in Italia. Tim, Tre,
Vodafone e Wind risultano carenti sulle informazioni al
cliente e i servizi che forniscono lasciano a desiderare.
Altroconsumo ha attivato due utenze per
ciascun gestore, una delle quali, dopo un paio di settimane,
è stata portata ad altro operatore per verificare il livello
di servizio relativo alla portabilità. Su ognuna delle
utenze è stato effettuato un certo traffico telefonico
registrando la durata di ogni telefonata. Tanti i disservizi
rilevati.
Desolante la qualità del servizio di
attivazione delle utenze. Su 12 attivazioni 9 si sono
aggiudicate un giudizio pessimo. In tre casi le sim sono
state consegnate senza la confezione originale. Due terzi
dei rivenditori hanno fatto firmare documentazioni
incomplete e informato in modo scarso sull’utilizzo dei dati
personali. Solo per meno della metà delle attivazioni il
rivenditore ha segnalato le condizioni di utilizzo e la data
di scadenza della sim. L’esempio peggiore è capitato in un
punto vendita MondoWind di Milano dove i dati personali
dell’incaricato di Altroconsumo, cui era stato chiesto di
attivare una sim, sono stati utilizzati senza alcuna
autorizzazione per attivare irregolarmente anche un’altra
utenza ad uno sconosciuto. Altroconsumo ha denunciato il
caso alla Polizia Postale e delle Telecomunicazioni per
evitare che la responsabilità, in caso di utilizzo illegale,
ricadesse sull’intestatario della carta. Purtroppo il fatto
non è così insolito, tanto che recentemente - il 16 febbraio
2006 - il Garante per la privacy ha ribadito il divieto di
attivare schede telefoniche e segreterie all’insaputa dei
clienti.
Altroconsumo ha anche verificato se i
gestori applicassero correttamente le tariffe e, ancora una
volta, l’aspetto meno soddisfacente è stato quello
dell’informazione al cliente. Tutti gli operatori
applicano, per alcune tariffe, sistemi di ricarica basati
sulle telefonate ricevute, cui viene assegnato un credito
sottoforma di bonus. Quasi nessuno dei gestori fornisce
informazioni sul traffico ricevuto rendendo di fatto
impossibile un controllo. Solo Wind fornisce informazioni
sul traffico di telefonate ricevute. Non è quindi possibile
per il consumatore verificare se i bonus promessi vengano
effettivamente e correttamente assegnati.
Insoddisfacenti i risultati delle prove
effettuate per valutare il comportamento dei gestori
riguardo le modalità e i tempi di portabilità del numero.
Nella metà dei casi non è stata fornita alcuna
documentazione e, punto più dolente, non è stata data al
cliente alcuna certezza riguardo alla data di passaggio da
un operatore all’altro con il rischio di perdere il credito
residuo della vecchia sim. Al momento della richiesta di
portabilità i rivenditori non sono stati in grado di dire al
cliente quale sarebbe stata la data effettiva del passaggio
del numero telefonico. La situazione peggiore registrata da
Altroconsumo si è verificata con la domanda di portabilità
del numero da Tim a Tre: sono passati tre mesi e mezzo dalla
richiesta di attivazione al passaggio effettivo di
operatore.
“Altroconsumo da tempo ha richiesto all’Autorità garante
delle comunicazioni che venga introdotto il diritto di
trasferire da un operatore all’altro, in caso di
portabilità, il credito residuo” - sottolinea Paolo
Martinello presidente dell’associazione - “e che il
passaggio del numero telefonico avvenga obbligatoriamente in
tempi brevi come già previsto dall’Authority stessa”.