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e-commerce
Lo shopping su
Internet sembra aver perso di attualità. Passata la sbornia
degli arricchimenti facili con la e-economy, è parso che una
pausa di riflessione fosse doverosa anche per le vendite
online.
Eppure,
nonostante il minor clamore, gli acquisti in Rete hanno
continuato a svilupparsi, in alcuni settori addirittura con
una progressione esponenziale.
Ormai Internet
è, a tutti gli effetti, un canale di vendita davvero
competitivo con la distribuzione off line.
Crescenti sono
inoltre le influenze che la frequentazione di questo nuovo
canale sta indirettamente esercitando sui comportamenti e i
processi di scelta anche al di fuori della Grande Rete.
Nel senso che
il consumatore tende a riflettere, anche nei suoi acquisti
quotidiani nei canali tradizionali, le stesse regole che ha
appreso in Rete. Per molti versi è possibile scorgere
nell’acquirente on line le dimensioni che più caratterizzeranno
il nuovo consumatore.
Perché
l’e-consumer è:
nomade.
Per definizione un navigatore è un cybernauta che
visita molti siti prima di privilegiarne uno per gli acquisti.
Fuori dalla Rete il tempo dedicato allo shopping tende ad
allungarsi: così come le alternative da considerare;
selettivo:
Nel Web la comparazione è la regola. Prima di effettuare
l’acquisto ci si documenta sulla reputazione di chi vende: si
veda, al proposito, il successo che su eBay riscuotono i dati
della client satisfaction come referenza per
l’acquirente. Così come fuori dalla Rete la poligamia –
una fedeltà cioè spalmata su più marche – insieme a
valutazioni d’immagine appaiono sempre più attuali;
competente.
La navigazione all’interno di un settore merceologico, la
visita dei siti delle marche, la partecipazione ai forum
costituiscono un’importante forma di apprendimento, di
acculturazione. Molto desiderata, ma difficile da raggiungere:
una vera nuova frontiera per l’impresa, fuori dalla Rete;
sensibile al
prezzo. Su Internet si trovano le più disparate
alternative di prezzo: è anche questa una ragione per la sua
frequentazione. Ma la scelta non si orienterà necessariamente
su quella più economica. E’ lo spendere bene che intriga e
rafforza l’autostima del nuovo consumatore, il fare l’affare
non lo spendere poco;
cittadino
del mondo. Come in Rete può fare shopping a livello
planetario senza alcuna difficoltà anche fuori da questa si
sta abituando a considerare alternative inedite, esplora
referenze che provengono da lontane parti del mondo. Pensiamo,
per esemplificare, al crescente cosmopolitismo delle scelte
alimentari. Ci si rammarica però di non poter fare gli
acquisti, come succede in Rete, 24 ore su 24;
critico.
Anche se i rischi degli acquisti online sono stati sovente
esagerati il timore di una truffa è sempre là, dietro
l’angolo. Per cui è necessario fare molta attenzione nello
shopping, sviluppare un atteggiamento critico/dialettico e non
di subalternità nei confronti del venditore;
richiede una
relazione personalizzata, su misura. La Rete consente di
avere, in alcuni casi, un rapporto personalizzato con il
venditore. Fuori Rete la relazione con il consumatore, la
produzione industriale su misura, un tempo obiettivo
illusorio, utopico, sta cominciando a muovere i primi passi;
pretende
sempre più servizio. E’ incredibile la quantità di servizi
che si possono ottenere in Rete: Amazon tiene costantemente
aggiornati sull’uscita di nuove pubblicazioni nelle aree che
più interessano come sui nuovi acquisti di individui che
condividono gli stessi interessi; Procter&Gamble sul sito
Pampers offre alle neo mamme consigli difficilmente reperibili
altrove per affrontare con successo il loro nuovo ruolo. Anche
fuori Rete la richiesta di servizio è vivissima ma in Italia
chi produce e vende lo eroga solitamente in dosi minime;
è al centro
di un reticolo di rapporti interpersonali, di relazioni
amicali. Niente di più lontano dalla stereotipica figura
del econsumer solo, isolato davanti al suo schermo. Come le
tribù del consumo stanno diventando una delle nuove frontiere
del marketing tradizionale così i forum su Internet, le
comunità virtuali, i blog svolgono sovente un ‘importante
ruolo dialettico, di confronto e supporto per le scelte. Anzi
sono queste comunità virtuali i veri archetipi delle nuove
tribù che, fuori rete, si aggregano intorno a pratiche di
consumo. |